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Le istituzioni politiche della Polonia
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Entrata nella sfera di influenza dell’Unione Sovietica nel secondo dopoguerra, la Polonia adottò un regime socialista dopo le elezioni del 1947. Durante gli anni Ottanta nel paese crebbe un forte movimento di opposizione, che condusse al crollo del regime e alle prime elezioni libere nel 1989. Nel 1997 venne varata una nuova Costituzione, sulla quale tuttavia nel paese non c’è pieno consenso. Dal 1° maggio 2004 il paese è membro dell’Unione Europea. Il presidente della Repubblica viene eletto a suffragio universale per cinque anni; egli nomina il primo ministro e, su proposta di questo, il consiglio dei ministri. Il governo è responsabile del suo operato davanti al Parlamento. |
Il sistema legislativo è basato su un Parlamento bicamerale, l’Assemblea nazionale (Zgromadzenie Narodowe). La Dieta (Sejm) riunisce 460 membri eletti a suffragio universale con sistema proporzionale per quattro anni; il Senato (Senat) è composto da 100 membri eletti a suffragio universale con un mandato di quattro anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini al di sopra dei 18 anni di età. Il sistema giudiziario si basa in parte sul diritto continentale, in parte sulla giurisprudenza ereditata dal passato regime comunista; prevede una Corte suprema, i cui giudici sono nominati dal presidente su raccomandazione del Consiglio nazionale giudiziario, e un Tribunale costituzionale, le cui massime cariche sono scelte dal Parlamento per un periodo di nove anni. La pena di morte è stata abrogata nel 1997. |
Il territorio della Polonia è suddiviso in sedici province. Il servizio militare è obbligatorio per tutti i cittadini maschi abili a partire dai 19 anni di età. Le forze armate contano 141.500 effettivi (2004). Dopo la fase seguita al crollo del regime comunista, che aveva visto come protagoniste le formazioni nate dal partito comunista al potere (l’Alleanza della sinistra democratica; Sojusz lewicy demokratycznej, SLD), e dal sindacato Solidarność (l’Azione elettorale di solidarietà; Akcja wyborcza Solidarność, |
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AWS), il panorama politico polacco ha subito un profondo cambiamento, accompagnato da una generale disaffezione nei confronti delle vicende politiche. Solidarność, che aveva espresso il primo presidente e il primo governo postcomunisti, ha avuto in seguito un ruolo marginale, mentre i socialisti, che avevano dominato la fase successiva, sono usciti fortemente ridimensionati dalle elezioni presidenziali e politiche del 2005. In questa occasione si è affermato un nuovo partito conservatore e populista, Legge e giustizia (Prawo i Sprawiedliwość, PS), che nelle elezioni anticipate del 2007 è stato però sconfitto dalla Piattaforma civica (Platforma Obywatelska, PO), un partito della destra liberale. Gli altri partiti presenti nell’attuale Parlamento sono Sinistra e democratici (Lewica i Demokraci, LID) e il Partito popolare (o “dei contadini”, Polskie Stronnictwo Ludowe, PSL). "Polonia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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